Poggio del Moro & Andrea Bocelli, eccellenze made in Italy per “Virtuosi e Virtuali”

La tenuta vitivinicola toscana sarà partner con i propri vini in occasione della cena a tema “Virtuosi e Virtuali”, che avrà come ospite d’onore il tenore Andrea Bocelli la sera del 3 ottobre prossimo.
Dal 27 settembre al 3 ottobre 2018, si svolge a Pisa, il #Roboticsinternetfestival, festival internazionale della Robotica che culmina proprio con il concerto di Andrea Bocelli, al termine del quale ci sarà la cena di beneficienza, organizzata dalla Fondazione Arpa, con i vini di Poggio del Moro serviti agli ospiti della serata.
Saranno infatti proposti i vini Ivole Toscana Bianco I.G.P. e Chianti Colli Senesi Riserva DOCG 2015.

I principi alla base della filosofia di Poggio del Moro sono la fedeltà alle tradizioni, l’eleganza e l’eccellenza ineguagliabili, l’amore per la natura e l’attitudine premurosa per ogni uva e ulivo.
L’azienda agricola toscana punta infatti, su una cura diligente e amorevole dei vigneti, seguendo tecnologie ecocompatibili: sono coltivati a mano rispettando rigorosamente la natura e la tradizione e prestando particolare attenzione ad ogni fase della produzione.

Poggio del Moro è una tenuta vitivinicola che fa parte della Toscana più autentica; si trova a sud di Montepulciano, nel quartiere dell’antica Chianciano.
L’azienda vitivinicola è stata creata grazie all’amore e alla passione di Tania e Alex – i proprietari – negli ultimi 10 anni. Per realizzare tutto questo, si avvale quotidianamente dell’aiuto di un team giovane e appassionato, che racchiude le migliori professionalità provenienti da tutto il mondo.
Tra i vini prodotti risaltano Ivole, Rasea, e Galio rispettivamente un Bianco Toscana I.G.P., un Rosso Toscana I.G.P. e un Rosato Toscana I.G.P. Il primo si distingue per un bouquet intenso e duraturo di fiori di campo – come la camomilla – e frutti appena accennati, come prugna, melone e pera, legati da un piacevole tocco agrumato. Il secondo invece, è prodotto esclusivamente con uva Sangiovese: un classico senza tempo che rivela un equilibrio affascinante e si presenta al palato maturo e complesso. Galea, rappresenta un viaggio incantevole da non perdere, che attraverso un elisir dai toni corallo e con l’abbraccio avvolgente delle prugne, rimanderà a sensazioni esotiche. Inoltre, è possibile prenotare una visita all’interno dell’azienda tour guidati: vini pregiati e pluripremiati abbinati ai migliori prodotti a km zero, insieme ad una visita dei vigneti e della cantina, insieme agli esperti di Poggio del Moro. Prenotare una visita è semplice: basta andare sulla pagina www.poggiodelmoro.com/it/book-visit/

Per maggiori info:

Poggio del Moro
Via Cavine e Valli,79 – 53042 Chianciano Terme (SI) – Tel. +39 0587-30 508
Sito web: http://www.poggiodelmoro.comEmail: info@poggiodelmoro.it

I giovani e la green economy

Giovani imprenditori e agricoltura: un sodalizio che va forte negli anni (forse) post crisi economica

Credits: Banca Cambiano

Credits: Banca Cambiano

Si parla spesso di giovani e di green economy, ma di cosa di tratta?
Si fa riferimento allo sbocco lavorativo di tanti giovani, che dopo gli studi superiori (o durante e dopo gli universitari), hanno deciso di dedicarsi all’agricoltura.
E’ un settore in forte crescita, che l’osservatorio del ministero del lavoro, con quello delle politiche agricole, sta tenendo in forte considerazione, anche tenuto conto dei temi di Expo. Non si tratta semplicemente di un trend temporaneo, di un “effetto Expo”, ma di una dedizione dei giovani all’agricoltura che si protrarrà nel tempo.
Per di più si può affermare che il fenomeno riguardi solo vino o colture tradizonali come pesche, ciliege, mele, ortaggi vari, ma si allarga anche a settori riconosciuti più faticosi da sempre, come l’allevamento (anche in montagna) e il pascolo di bestiame, ma anche colture innovative come l’agave, o l’aloe vera. Pure la tanto dibattuta canapa sta attraendo i giovani, non tanto come senso di sfida all’autorità dello Stato, ma perché vedono un settore in cui investire, in vista di un roseo futuro.
Di certo però, sempre più aziende abbracciano l’agricoltura biologica e biodinamica, non tanto per gli sgravi fiscali e contributi europei, ma come filosofia di vita.
Costoro non sono solo figli di agricoltori o nipoti, molto spesso si tratta di figli di avvocati, ingegneri o anche laureati in altri campi (anche medici), che vedono impossibile o quasi lo sbocco lavorativo nel proprio settore a causa di crisi del mercato, elevata concorrenza o cavilli burocratici.
I giovani imprenditori si sentono così soddisfatti per una serie di ragioni: lavorano all’aria aperta (indubbi effetti sulla salute, meno depressivo di stare in ufficio), fanno lavori sempre diversi, hanno a che fare con la natura che cresce e si sviluppa,  e si sentono finalmente realizzati, anche perché in alcuni casi si tratta di un ritorno alle origini familiari, seppur anche lontane.

Secondo una ricerca Coldiretti che è stata presentata all’Expo, alla fine del secondo trimestre 2015 i giovani agricoltori sono aumentati in Italia del 35% rispetto al secondo trimestre del 2014. I giovani con meno di 34 anni che operano come imprenditori agricoli, coadiuvanti familiari e soci di coop agricole hanno superato le 70 mila unità

Siamo arrivati quindi ad una nuova fase del progresso su questo pianeta, oppure si tratta di un ritorno alle origini (della serie torneremo tutti agricoltori), tanto voluto da quelli che sostengono la decrescita felice?

Estratto dall’intervento del Dott. Sergio Remi alla presentazione del Rapporto Economico di distretto del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG – Dicembre 2015

La vendemmia 2016 del Prosecco Superiore

Nelle aree più ripide, la vendemmia diventa eroica, come d'altrone lo è la viticoltura durante l'anno.

Nelle aree più ripide, la vendemmia diventa eroica, come d’altrone lo è la viticoltura durante l’anno.

Si è tenuto la settimana scorsa un convegno rivolto a viticoltori, enologi e tecnici impegnati nelle aziende del Conegliano Valdobbiadene DOCG, organizzato direttamente dal Consorzio di Tutela.
Riassumendo quanto è stato detto, si può dire che le uve sono in ritardo di maturazione rispetto le aspettative, complici di periodi di freddo e pioggia della primavera e del periodo giugno-prima metà di luglio, dove ci sono state parecchie piogge. Le quantità sono superiori di poco a quelle del 2015, grazie anche all’entrata in produzione di nuovi vigneti. Si spera che in questa e nella prossima settimana si verifichi una leggera pioggia che darebbe ulteriori risorse alla pianta per far aumentare il grado zuccherino e l’acidità, parametri fondamentali da controllare, quando si vuole produrre uno spumante come si deve. La maturazione alla data del 5 settembre è difforme,  per entrambi i parametri già detti. La stagione con andamento altalenante ha però dato spazio a peronospora che i viticoltori hanno comunque domato. Invece aspetto che sembra preoccupare è l’acinellatura, dolce, ma diffusa su tanti grappoli. Si spera quindi nella pioggia, cosicchè ci possa essere questa maturazione tardiva tanto sperata, perchè sarebbe in questo un’annata da ricordare, travagliata, ma di successo.

(Finalmente) I dati della previsione di vendemmia 2016 in Veneto

Ci sono giunti anche i dati della previsione vendemmiale 2016, dopo che la settimana scorsa vi avevamo fornito, provincia per provincia:

Cartina Regione Veneto. Fonte: INEA

Cartina Regione Veneto. Fonte: INEA

(Vi confermiamo in anteprima che perlomeno a quantità per l’Italia sarà un’annata da ricordare, complice anche il fatto che c’è un calo per i nostri cugini francesi)

BELLUNO
Salvo imprevisti, le stime produttive prevedono in generale una produzione di poco superiore a quella registrata la scorsa campagna. Si stima un 5% in più rispetto al 2015 sia per le uve bianche che per quelle nere. Si deve inoltre tenere in considerazione un ulteriore aumento pari al 10-15%, dovuto all’entrata in produzione di nuove superfici vitate.

PADOVA
In condizioni di ordinarietà la produzione, sia per le uve a bacca rossa che bianca, è stimata in linea con quella del 2015. Infatti, l’attuale stato fitosanitario è buono e ciò consente di ipotizzare che al momento della vendemmia non vi saranno forti riduzioni della produzione. L’eccezione è rappresentata dal Merlot che, nelle aree della collina e dell’alta padovana, potrà registrare un calo del 10-15% a causa degli attacchi di peronospora larvata segnalati. Dai dati in possesso si registra l’entrata in produzione di circa 282 ha di vigneti a bacca bianca, che costituiranno l’8% circa della
superficie complessiva in produzione; circa le cv a bacca nera, sono entrati in produzione 39 ha di vigneti la cui superficie rappresenta il 2% circa della superficie complessiva.

ROVIGO
Sono segnalate buone produzioni di Malvasia, Refosco e Pinot Grigio. In condizioni di ordinarietà la produzione è stimata del 10-15% in più rispetto al 2015 sia per le varietà a bacca bianca che per quelle a bacca nera. Per il Merlot si stima una riduzione a seguito dell’incidenza della peronospora, riduzione che nel basso Polesine appare essere più consistente. Ad agosto 2016 si registra l’entrata in produzione di circa 20 ha di vigneti che costituiranno il 9,5% circa della superficie complessiva in produzione; l’incremento percentuale sarà più significativo per i vigneti a bacca bianca.

TREVISO
Le stime produttive prevedono un ulteriore aumento della produzione rispetto ai dati del 2015 in particolare per le uve bianche mentre per quelle nere si prevedono delle riduzioni, soprattutto a causa della riduzione di superficie vitata ma anche alle perdite di produzione imputabili alla peronospora. Per quanto riguarda le varietà a bacca bianca si è assistito ad un ulteriore aumento di superfici vitate (in particolare Glera e Pinot Grigio), trend che riguarda ormai da anni la provincia di Treviso. Soprattutto in seguito di questo incremento, ma anche di un andamento stagionale tutto sommato favorevole per i bianchi, si stima, rispetto alla precedente vendemmia, un aumento medio complessivo significativo della produzione pari a circa il 4%. tale aumento è imputabile soprattutto alle uve bianche, per le quali si stima un incremento di produzione di circa il 7%, che compenserà il decremento produttivo riguardante invece le uve a bacca nera stimato in circa il 19%. L’apporto dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti sul totale è calcolato intorno al 2-3%. Si stima pertanto una produzione totale provinciale di q.li 5.643.000 cosi distinti: Uve bianche q.li 5.000.000; Uve nere q.li 643.000

VENEZIA
L’entrata in produzione dei 330 ettari di nuovi impianti determineranno un aumento di produzione rispetto al 2015 per le uve a bacca bianca del 3% circa. Contrariamente per le uve a bacca nera, Merlot in particolare, la produzione diminuirà sensibilmente.

VERONA
La previsione produttiva dovrebbe mantenersi sugli stessi livelli della campagna precedente per tutti i vitigni della provincia. Gli impianti 2015, nonostante siano consistenti, non rappresenteranno un elemento significativo per l’aumento delle produzioni. Si ricorda che la produzione 2015 è stata di q.li l4.442.970,74 di cui: q.li 2.701.163,95 di uve bianche; 1.741.806,79 q.li di uve rosse.

VICENZA
Nella zona DO CColli Berici e Gambellara si stima una produzione in calo del 5/8%; nella zona DOC Breganze un aumento del 20/25%; per la Garganega un calo del 5/8% (per problemi di allegagione e acinellature diffuse); per il Pinot Grigio un calo del 10/15% (per minore fertilità); la produzione di Glera, Chardonnay, Merlot e Tocai Rosso è prevista invariata rispetto allo scoro anno; per il Cabernet Sauvignon e Franc si prevede un aumento del 3%. I motivi dell’eventuale variazione rispetto al 2015 sono legati ad una minore fertilità di alcuni vitigni (Pinot Grigio e Chardonnay); alle basse temperature, all’umidità e alla piovosità in fioritura. L’incidenza sulla resa complessiva
dell’entrata in produzione dei nuovi vitigni dipende dagli impianti/sovrainnesti effettuati nel 2015 e dall’entrata in piena resa di quelli del 2014 che influiranno per circa per il 4% sul totale della produzione vicentina.

Elaborazione a cura di Emanuele Serafin, enologo di Veneto Agricoltura

Come sarà la vendemmia 2016 in Veneto?

Vendemmia: Credits: Wikipedia

Vendemmia: Credits: Wikipedia

Si parla (già ora) tanto di come sarà la vendemmia 2016 in Veneto e consorzi di tutela, regione e produttori cercano di fare il punto della situazione, tra curve di maturazione, analisi e buone speranze, ecco cosa ha deliberato Veneto Agricoltura qualche giorno fa (dati per provincia):

Belluno
L’inverno mite e scarso di pioggia, ha dato spazio ad una primavera piovosa, per poi stabilizzarsi su clima estivo nel mese di luglio. Ciò ha lasciato in alcuni casi spazio al proliferare di Peronospora, ritardando inoltre la maturazione complessiva.
E’ stimata una buona acidità nelle varietà a bacca bianca e un complessivo buon quadro aromatico delle uve. Si stimano buone condizioni di colorazione per le uve a bacca nera.

Padova
L’andamento climatico da dicembre 2015 a inizio agosto 2016 è stato anomalo (soprattutto dicembre e gennaio). Le piogge sono state in frequenti ad eccezione dei primi due mesi dell’anno: a dicembre in particolare le precipitazioni sono state quasi del tutto assenti. Al contrario, febbraio, maggio e giugno sono risultati i mesi più piovosi del periodo considerato, mentre aprile e luglio sono stati piuttosto siccitosi. I primi campionamenti  eseguiti verso metà agosto su uve di Pinot Grigio e Chardonnay che hanno rilevato un grado zuccherino buono (si ipotizza un potenziale di 12 gradi alcolici) ed un livello di acidità discreto.

Rovigo
Stesso andamento climatico della provincia di Padova.
Le massime hanno superato la norma in gennaio, in febbraio in aprile (nel rodigino occidentale) e in luglio; sono invece state più basse della norma in maggio e in giugno. In tutti gli altri casi le temperature sono state prossime alla norma.
Gli sbalzi termici notte/giorno di questo periodo potranno avere un effetto positivo. Il grado zuccherino dovrebbe attestarsi a livelli medio – buoni.

Treviso
Primavera con andamento altalenante. Dopo il mese di febbraio molto piovoso hanno fatto seguito due mesi piuttosto asciutti con temperature superiori alla norma. A questi sono seguiti un mese di maggio e giugno molto piovosi, con forti sbalzi termici e con temperature al di sotto della media. Solo a luglio si è visto l’affermarsi dell’alta pressione con le alte temperature, intervalle però da fenomeni temporaleschi, anche con grandine.
A causa delle condizioni meteo la fioritura è stata prolungata e travagliata, causa di maturazione difforme. Il Glera evidenza un elevato grado di acinellatura. Il grado di maturazione, la pigmentazione per i rossi e l’acidità dipenderanno molto dall’andamento meteo di questi giorni fino alla prima quindicina di settembre. L’inizio della vendemmia avverrà a fine agosto, mentre in questi giorni prende il via la raccolta delle varietà precoci. I contenuti zuccherini sono previsti in linea con il 2015 mentre l’acidità si prevede sia leggermente superiore.

Venezia
La primavera ha avuto un andamento climatico discontinuo, passando da un inizio primavera piovoso con escursioni termiche elevate, ad un inizio estate meno piovoso, con un luglio in cui le temperature si sono stabilizzate alzandosi ai livelli medi stagionali, con un ritorno dell’alta pressione fino a metà agosto. Le piovosità si sono verificate in modo alterno nel territorio ed è stato necessario intervenire con irrigazioni, in alcuni casi, consistenti.
Il grado zuccherino delle uve si prevede non si discosti dai valori della precedente campagna viticola. Per le uve a bacca bianca l’acidità è già definita e si ritiene superiore a quella del 2015. Per le uve a bacca nera, sarà determinante l’andamento climatico di questo periodo anche per favorire lacompleta maturazione con conseguente pigmentazione. Si evidenzia soprattutto per la varietà Glera, un elevato grado di acinellatura.

Verona
La Campagna 2016 è partita lasciando alle spalle un inverno abbastanza asciutto e mite per poi divenire molto piovosa a partire dalla prima decade di maggio fino al 20 giugno, con precipitazioni molto frequenti.  A partire dai primi giorni del mese di luglio le condizioni climatiche si sono stabilizzate su quelle tipiche estive.
La fioritura ritardata e le continue bagnature fogliari hanno reso complicata la strategia di difesa della vite, con evasione tardiva dei classici sintomi peronosporici. Lo stato sanitario delle uve è da considerarsi molto buono. Le gradazioni zuccherine e la componente acida sono sui valori leggermente diversi della campagna precedente nello stesso periodo. Per quanto riguarda Corvina, Corvinone e Rondinella (le varietà del Recioto e Amarone della Valpolicella), i grappoli sono spargoli e sani, quindi adatti all’appassimento.

Vicenza
Inverno ed inizio primavera miti ed asciutti. Da maggio e fino a metà giugno si sono avute precipitazioni continue con accumuli importanti, valutabili in circa il doppio della precipitazione media del periodo. Luglio asciutto con temperature nella media a parte alcuni picchi di breven durata. Dalla fine di luglio e per la prima settimana di agosto si sono avuti alcuni passaggi perturbati che hanno portato abbassamento termico e precipitazioni generalmente scarse distribuitea macchia di leopardo. Eventi grandinigeni attualmente quasi inesistenti. Le analisi delle uve fino ad ora effettuate evidenziano una generalizzata difformità di maturazione.
Si ipotizza un ritardo di circa una settimana rispetto al 2015. Le gradazioni zuccherine saranno legate influenzate dall’andamento di questo periodo. Ad inizio agosto si è notato che a parità di gradazione zuccherina si registrava un’acidità titolabile superiore rispetto allo scorso anno. La pigmentazione è ottimale con minor problemi di scottature rispetto all’annata 2015.

Elaborazione a cura di Emanuele Serafin, enologo di Veneto Agricoltura

Errori nella comunicazione del vino

Gli errori nella comunicazione, ahimè tanti, troppi e reiterati

La comunicazione del vino parte dal produttore, fino al servizio. Molte volte l'anello debole della catena è proprio l'ultimo. Fonte: Giornalevinocibo.it

La comunicazione del vino parte dal produttore, fino al servizio. Molte volte l’anello debole della catena è proprio l’ultimo. Fonte: giornalevinocibo.it

Poco tempo fa, sono stato invitato a una degustazione in un comune qui dalle mie parti.
E’ stata condotta da un sommelier diplomato, che dimostra di essere preparato, ma nonostante tutto commette alcuni errori nella presentazione dei vini, che inevitabilmente portano alla non riuscita dell’evento.
Partiamo dal primo – la pubblicità dell’evento – poca o la non pubblicità dell’evento stesso, sono alla base della non riuscita e della delusione delle aspettative. Ok, è il primo evento che organizzi, ma non puoi farti prendere alla sprovvista e affidarti al caso. Poi magari resiti deluso se non viene nessuno.

La scelta della location: un padiglione fieristico dove prima c’è stata un’esibizione di un gruppo di palestrati, quindi vi lascio immaginare l’odore e il caldo umido dentro, in uno spazio, poi riservato con tavoli da sagra, ma di numero scarso. Se fossero arrivate più persone di quelle (poche) che sono arrivate, cosa sarebbe successo? Sarebbero rimaste in piedi ad aspettare che se ne liberassero oppure avrebbero degustato in piedi? Non oso immaginare…

La scelta del vino, che è stato portato in degustazione ad un pubblico misto, di intenditori e di “gente comune”, non ancora adatto per essere bevuto, conscio il sommelier oltretutto della cosa, che ripeteva ad ogni persona prima di assaggiare il vino. Meglio tacere a questo punto, una volta scoperto il misfatto e nascondere il vino dalla vista..
Poi ovviamente cosa buona sarebbe renderlo indietro all’azienda, per evitare brutte figure per lui e per il produttore.

Suggerisce quindi di bere il vino e poi “profumarlo”, per capirne i sentori, ma i presenti non capiscono.  Fà quindi capire di portarlo al naso e ammette appunto che non è nelle migliori condizioni..ma allora cosa lo porti via a fare, facendo anche il nome del produttore? In primis questa persona non avrebbe dovuto mettere in commercio un vino si sano, ma dai sentori non proprio piacevoli.

Fortunatamente non tutti i vini erano in condizioni pessime per essere serviti, ma solo il primo. Gli altri erano accettabili o buoni.

La presentazione del vino proprio: due parole di fretta nel tentativo di istruire le persone nel come si beve un vino, quando capisce subito che chi ha davanti, ha l’unico desiderio di bere un bicchiere di vino, perché l’unico posto dove lo servono a quell’ora in zona e perché è diverso dal Prosecco del bar.

I vini vengono serviti, cercando di invogliare i consumatori a capirne di più su quello che c’è nel bicchiere, alle pochissime persone che hanno deciso di sedersi, così di fretta, senza dare spiegazioni, ma lasciandole al caso…ma perché allora presentare gli abbinamenti, quando proprio nessuno presta attenzione, perché proprio non ne ha voglia? Mistero!!

Il punto focale: il linguaggio usato dal sommelier, troppo distante dalla realtà dai non addetti al mondo del vino. Corretto e puntuale, ma non recepito a sufficienza, per cui ogni termine usato diventa subito vano e vago allo stesso tempo, con il risultato che gli interessati poco dopo se ne vanno, con aria molto confusa. Bisogna perciò adattare i termini usati in base a chi sta di fronte, altrimenti ci si fa vedere preparati e seri, ma offrendo la sensazione di parlare una lingua sconosciuta. Per chi non conosce il vino, bisogna essere diretti e semplici, senza cadere però nell’eccessiva semplicità.

La serata prosegue, si fa tardi, ma ormai non arriva più nessuno, se non un gruppo di ragazzi giovani, interessati a bere semplicemente del vino, altro tentativo di proporre vini alternativi al Prosecco, ma non riuscito, peccato. Qui però c’è da dire che manca una vera cultura del vino tra i giovani, nel senso che basterebbe poco per insegnare a bere bene ai giovani, soprattutto senza esagerare con le quantità. Più che i soldi da parte del settore pubblico, manca la voglia di fare. Non che sia contro il Prosecco nelle sue denominazioni, anzi, ma vista la varietà di vini italiani che abbiamo, soprattutto quelli da vitigni autoctoni, si potrebbe fare molto di più.

Insomma, ripensando a questo mezzo fiasco, mettendomi anche da parte degli organizzatori, posso dire che si poteva fare di più, magari usando i social per promuovere l’evento, lavorando in sinergia con le aziende che hanno offerto il vino. Per essere la prima volta, ci può anche stare, bisogna avere una certa tolleranza, però non si deve ripetere più. Soldi spesi dagli organizzatori a prescindere, ma per il tempo e la passione che richiede mettere in piedi un evento.

 

Foto: Giornalevinocibo.it Testo: Matteo Ghirardo