Non sono andato a #CalicidiStelle e vi spiego il perchè

Questo come ormai avete intuito da tempo (almeno per chi mi segue da almeno un anno) è il periodo in cui pubblico i post di eventi  successi durante l’estate, poichè non avendo chissà quante persone ad aiutarmi nella redazione di post e chissà quanto tempo, perchè molto lo spendo per studiare all’università, il vino, ma pur sempre per studiare.

Si ci metto un pò perchè preferisco scrivere pochi post che però facciano riflettere chi mi legge piuttosto che tanti buttati forse all’aria che non lascino alla fine niente di cui parlare, anche offline senza commentare il post.

Perchè non sono andato dunque a Calici di Stelle  quest’anno?

Perchè purtroppo a mio avviso, avendo visto più di qualche edizione da quando studiavo già alle superiori (almeno nella zona in cui abito) non è un’occasione per le aziende per farsi conoscere ma è diventata sempre più negli anni una sagra del vino, dove le persone vanno tanto perché si beve e per fare festa (che a volte degenera in brutte situazioni che non sto qui a raccontarvi), mentre le aziende (questo è quello che ho capito) vanno non tanto per farsi conoscere ma tanto per esserci, spesso portando la base della gamma (vista la tipologia di pubblico non c’è da meravigliarsi) e con cui non c’è possibilità di poter parlare perché l’unico impegno è quello di riempire i bicchieri e ritirare i tagliandini. Vista una, viste tutte? Ancora non lo so e spero vivamente di no. Della serie che ho piacere di essere smentito ad un’altra edizione in giro per l’Italia.

Nota a margine: la didascalia dell’immagine che avevo messo per un vecchio post è la seguente: “La comunicazione del vino parte dal produttore, fino al servizio. Molte volte l’anello debole della catena è proprio l’ultimo”, ma penso che altrettanto attuale per questo post.

Credits per l’immagine: Giornaledelcibo.it