Il gelato secondo Manuel Terzi

Premetto che non sono un bravo #foodphotographer o come cavolo vengono chiamati coloro che si dedicano completamente alle foto del cibo, ma nel mio piccolo, ci ho provato.
L’essenza di questo post è ben altro: il racconto di una degustazione di gelato. Ebbene si, non una degustazione di vino o di qualsiasi altro prodotto alcolico abbiate letto finora in questi anni, ma proprio un gelato, avete letto bene.
E non si tratta neppure di un post sponsorizzato, ma scritto e ideato dal sottoscritto, con cui voglio condividere con voi le mie impressioni su un prodotto che ho assaggiato recentemente.
Di cosa si tratta? Il “Gelato Madre al Caffè Guatemala Huehuetenango selezionato da Caffè Terzi di Bologna e prodotto da G7 Gelati”.
Prima di arrivare alle impressioni, voglio spiegare meglio cos’è il “Gelato Madre”. E’ una nuova tipologia di gelato, prodotto da G7, gelateria industriale che però usa tecniche artigianali per produrre i suoi gelati, rigorosamente in vaschetta. Ma “Gelato Madre” è qualcosa in più, un passo in avanti con l’intento di proporre un gelato “autentico e genuino, utilizzando ingredienti 100% naturali, senza aromi, coloranti, stabilizzanti, emulsionanti ed addensanti”. Il nome stesso vuole ricordare un “gelato prodotto con pochi ingredienti e la cura messa come se una madre lo stesse preparando per i propri figli in casa”.
Il caffè scelto per la preparazione non è una varietà a caso, ma Huehuetenango, la stessa varietà che Manuel Terzi, proprietario delle omonime botteghe del caffè come piace definirle a me, serve ogni mattina ai suoi clienti. Si tratta infatti di una zona particolare del Guatemala, in Sud America, dove il caffè è una monocoltura e rende offrendo dei prodotti molto pregiati, tanto da definirlo un cru.
Com’è questo gelato?

Fresco, ma non la freschezza ovvia di un prodotto freddo, ma delicato, con note di caffè ben presenti, in cui la componente data dal latte usato nella preparazione non si percepisce come negli altri prodotti della concorrenza, ma fa parte del corpo del prodotto, senza lasciare una sensazione di untuosità alle labbra e in bocca, facendo venire sete dopo un po’ aver finito la coppetta. La dolcezza dello zucchero c’è ma non è stucchevole, anzi invita ad assaggiarne altre palline, e per i più golosi a finire tutta la confezione nel giro di pochi giorni, soprattutto se ci si trova in un’estate afosa come quella appena passata, dove ogni scusa è buona per trovare un po’ di refrigerio.

Per chi volesse saperne di più allego il link con la descrizione fatta direttamente da G7 Gelati: Gelato Madre Caffè Terzi

Foto: Matteo Ghirardo per gentile concessione a VinoeGusto